PLAZA DE LA CULTURA

Nei pressi del centro della città si trova la Plaza de la Cultura (estremità orientale di Av Maxlmo Gomez, tra Av México e Av Bolivar), un complesso di edifici moderni immerso in un ampio spazio verde. Il terreno un tempo era di proprietà del dittatore Trujillo e fu ‘donato’ al pubblico dopo il suo assassinio nel 1961. Come si capisce dal nome, sulla piazza convergono diversi centri culturali, in questo caso quattro musei e il teatro nazionale. Tutti i musei sono chiusi il lunedì; i cartelli informativi sono solo in spagnolo.
Museo del Hombre Dominicano Dei quattro musei, il più spettacolare è di gran lunga il Museo dell’Uomo Dominicano (‘lr 687-3622; ingresso US$1,50; aperto dal martedì alla domenica h 1017). In questo museo si tengono mostre dedicate alle popolazioni precolombiane.
Dal ventre di un’ape che ronzava quando sul pianeta si muovevano furtivi gatti dai denti a sciabola, due ricercatori americani hanno riportato in vita batteri dormienti che erano attivi oltre 25 milioni di anni fa. Conservati all’interno di un insetto intrappolato nella linfa di uno degli alberi che crescevano sull’isola, questi fossili viventi sono la prima prova che qualsiasi organismo anche antichissimo può tornare a vivere, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Science nel maggio del 1995.

Studiati oggi in un laboratorio off limits presso la California Polytechnic State University di San Luis Obispo, California, questi antichi batteri promettono di offrire nuove possibilità di approfondimento dello studio dell’evoluzione e possono addirittura diventare fonte di nuove medicine potenzialmente utili. L’età dei batteri è stata determinata risalendo all’età dei fossili microscopici
estratti dalle rocce della Repubblica Dominicana dove è stata trovata l’ambra. Una storia succinta dei batteri si può riassumere in tre fasi:
1. Un’ape senza pungiglione, probabilmente attirata da un fiore caduto, fu catturata nella linfa appiccicosa di un albero che più tardi si fossilizzò diventando ambra.
2. Quando l’ambra si seccò, i batteri all’interno dell’ape si chiusero in spore protettive in grado di sopravvivere all’estremo grado di disidratazione e alla mancanza di cibo.
3. Gli scienziati hanno estratto le spore dall’ambra e le hanno immerse in sostanze nutrienti,
consentendo ai batteri di ricominciare a riprodursi.
l ricercatori hanno iniziato i test sui batteri per verificare se essi producono antibiotici o altri componenti medicinali utili. Fino al 1995 la spora sopravvissuta più a lungo di cui si avesse notizia non aveva superato i 70 anni.
di Hispaniola – Lo stile di vita, gli utensili utilizzati, i resti delle loro civiltà. Un altro settore si concentra sulla Conquista e soprattutto sulle azioni brutali compiute dagli Spagnoli ai danni degli schiavi. Forse la sezione più interessante di tutto il museo è quella che presenta la vita dei contadini dominicani dei nostri tempi, in particolare il loro stile di vita e i manufatti di arte sacra. Il visitatore potrà osservare la ricostruzione di una tipica abitazione di campagna, in tutta la sua semplicità, corredata di numerose fotografie significative delle popolazioni rurali odierne. Una sorpresa molto piacevole è l’ala in cui sono esposte maschere e costumi del carnevale dominicano.

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