Nord orientale

nord-orientale

Come il sud-est, il nord-est del paese è una mescolanza di resort all-inclusive, attrattive naturali e villaggi dove la gente vive ancora come ha fatto per generazioni. Tuttavia, diversamente da quanto accade nel sud-est, le località turistiche di questa parte della repubblica sono anche della città vere e proprie, e ciò fa una grossa differenza.

Il sud-est è pieno di lussuosi resort dove ci si può godere la vita, ma non ha città come Sosua, Cabarete, Las Terrenas, Las Galeras e Samana, dove i visitatori e la gente del luogo sono liberi di girovagare da un ristorante all’altro, da una spiaggia all’altra o da un bar all’altro senza che qualche fastidiosa guardia di sicurezza li scruti per verificare se indossano il braccialetto d’identificazione assegnato dall’albergo che li ospita e tratti coloro che non ne sono provvisti come criminali.

Il nord-est offre il meglio di due mondi: quello dei ristoranti, degli alberghi e delle agenzie turistiche, che provvede ai bisogni dei visitatori, e quello delle comunità locali, con il loro fascino e la loro atmosfera unica. Sono gli stessi villaggi in cui trascorrono le vacanze i Dominicani residenti nelle grandi città. Un turista straniero ha così anche l’opportuni tà di vedere come trascorrono il tempo libero le persone del luogo, e magari di riuscire a fare la loro conoscenza.

Le città del nord-est sono inoltre circondate da alcuni incantevoli tratti di campagna. Le località d’interesse per i turisti si trovano per la maggior parte vicino all’ oceano, e sono collegate da una statale ben asfaltata che segue il profilo della costa. Nell’entroterra, la fertilissima Valle del Cibao, una vasta area triangolare che ha ai vertici le città di La Vega, Santiago e Moca, non ospita vere mete turistiche, ma soltanto tranquilli villaggi agricoli, rannicchiati tra splendide montagne.

Questa regione vanta una storia ricca di avvenimenti. In vari periodi, durante le prime fasi del colonialismo, insenature e lagune nascoste nei dintorni della Penfnsula de Samana, coperta da fitte foreste, furono rifugio di pirati, che utilizzavano i canali navigabili per sferrare i loro attacchi, inizialmente contro i galeoni spagnoli che viaggiavano tra il Nuovo e il Vecchio Mondo, e in seguito contro le navi da carico che seguivano le rotte commerciali tra il Nord e il Sud America.

La Bahia de Samana (Baia di Samana) è un vero e proprio cimitero di navi, alcune delle quali furono distrutte dagli uragani e altre depredate dai pirati. In una occasione, il pirata Roberto Cofresi, fece affondare la sua stessa nave, vicino alla gola della baia, quando si vide circondato da guardacoste spagnoli. Cofresf e il suo equipaggio sfuggirono agli inseguitori salendo a bordo di piccole barche a remi e remando nel labirinto di acquitrini della zona. La loro nave andò a picco al largo di Punta Gorda carica di tesori, ma fino a oggi non è stata ancora individuata.

Altre due celebri navi affondate nella Bahia de Samana, i galeoni spagnoli Nuestra Sefiora de Guadalupe ed El Conde de Tolosa, rimasero inviolate per oltre 250 anni, fino a che non furono ritrovate, rispettivamente nel 1976 e nel 1977. Entrambe le navi stavano facendo vela verso il Messico dalla Spagna cariche di mercurio, quando le onde sollevate da un uragano le scagliarono contro le barriere coralline, dove si spezzarono e affondarono a poche ore di distanza l’una dall’altra (per saperne di più su questi avvenimenti, v. la lettura Il glorioso passato della Hickory, in Dintorni di Santo Domingo).

Nel corso dei secoli, migliaia di persone, provenienti da diversi paesi, sono giunte nel nord-est per inseguire un sogno o per sfuggire alle persecuzioni. Tra queste, un gruppo di schiavi americani messi sulla nave per Samana attorno al

1820 da due solidali donne bianche di Philadelphia. I loro discendenti, che portano i cognomi di Williams, Green e Jones, vivono ancora in città. Negli anni ’30 del Novecento, all’inizio dell’Olocausto, anche diverse centinaia di famiglie ebree lasciarono la Germania per trasferirsi a Sosua.

Ancora oggi, la regione continua a richiamare profughi, ma principalmente del tipo in cerca di un rifugio temporaneo dai climi gelidi o dalle pressioni della vita quotidiana, o da entrambe le cose. A questi esuli, il nord-est offre giornate soleggiate, splendide spiagge, una popolazione cordiale e attività sufficienti a mantenere impegnato anche il visitatore più irrequieto.

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