Rep/Dom nord-occidentale

Al termine del suo secondo viaggio nel Nuovo Mondo, Cristoforo Colombo approdò a La Isabela, nella regione dominicana nord-occidentale, e qui vi fondò, nel 1493, la prima colonia del ‘Vecchio Mondo’ europeo nel ‘Nuovo Mondo’ delle Americhe. Dell’insediamento spagnolo di La Isabela, cbe nel giro dei primi cinque anni fu colpito da due epidemie, uo uragano e un incendio, restano notevoli testimonianze, conservate ora nel recentissimo Parco Nazionale della Repubblica Dominicana. Da questo porto in continua lotta per la sopravvivenza, situato 55 km a nord-ovest di Puerto Plata, gli Europei meditarono i primi assalti ai popoli dell’Occidente del pianeta.

Ancora oggi, 500 anni dopo che nella tranquilla baia lungo la costa atlantica di Hispaniola fu fondata La Isabela, il territorio nord-occidentale dell’ isola è per molti aspetti rimasto una terra selvaggia. In realtà, qualcosa è cambiato: Puerto Plata è ora una destinazione turistica; Santiago è la seconda città del paese in ordine di grandezza e Dajab6n è un’attiva città di frontiera. Ma gran parte dei territori del nord-ovest sono afflitti dal sottosviluppo e molte città di questa regione non sono altro che cittadine di provincia senza grandi attrattive. Santiago è circondata da campi, la maggior parte dei quali sono piantagioni di tabacco, ma a ovest della città permangono vasti tratti di incontaminata foresta secca sub-tropicale. Percorrendo i 115 km sull’autostrada che da Santi ago porta a Monte Cristo, dominata a nord, per gran parte del percorso, dagli opulenti pendii della Cordillera Septentrional appaiono, una dopo l’altra, una mezza dozzina di cittadine. Più del 95% dei turisti stranieri in visita 248 metà quasi uguali. Inoltre, come a Moca, per il visitatore ci sono ancora da vedere diversi esempi di architettura coloniale caraibica.

Tuttavia, a differenza di Moca, che è delimitata da montagne, San Francisco de Macor!s è circondata da piatta campagna, coltivata in gran parte a risaie, ed è nota in tutta la Repubblica Dominicana come la patria dei grossi trafficanti di droga del paese.

Persino il direttore dei pacchetti promozionali del Ministero del Turismo del paese lo ha riconosciuto in un’intervista del 1998: ‘È vero. I trafficanti di droga possiedono le case più belle della città. Edifici enormi. Veri e propri palazzi’.

Le case più grandi di San Francisco de Macor!s sono nascoste da alti muri e pesanti cancelli, e possono appartenere a trafficanti di droga oppure no, ma questo non è il genere di cosa riguardo alla quale conviene chiedere notizie mentre ci si trova in città. In ogni caso, non essendovi davvero un granché da vedere per un turista, è meglio tralasciare completamente San Francisco de Macorfs. I ciclisti di passaggio o altri viaggiatori che necessitino di una sistemazione per la notte, troveranno tre alberghi economici lungo la via principale che attraversa la città.

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