Samanà

Situata sulla sponda settentrionale della baia omonima, Samana è una quieta cittadina con case dipinte a colori vivaci abbarbicate ai fianchi delle colline e un piccolo quartiere commerciale vicino al mare. Praticamente tutte le strutture sono rivolte a sud, verso la baia e le isolette di Cayos Linares e Vigia, proprio di fronte alla città. Qui, il mare ha un profumo sorprendentemente dolce, come dolce è la brezza che scende dalle colline, e rigogliose piante tropicali e maestose palme adornano gli spazi tra le case.

Arrivando al molo dal piccolo centro cittadino, superata la statale, si può avere l’impressione che, prima di trasformarsi gradualmente nella città di oggi, Samana dovesse essere soltanto un altro sonnacchioso villaggio di pescatori all’ombra di ondeggianti palme da cocco. Tuttavia, il vecchio adagio ‘L’abito non fa il monaco’ si dimostra un’altra volta veritiero, poiché la storia di Samana è tutto fuorché ordinaria.

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La città nacque attorno al 1750, quando gli Spagnoli fecero trasferire qui, e in altre nuove cittadine sparse per la repubblica, alcune famiglie dalle Canarie, nel tentativo di tenere lontani i Francesi e altri sgraditi espansionisti. La loro presenza si dimostrò però inefficace per fermare i colonialisti rivali. Nel corso dei successivi 100 anni, a turno Francesi, Inglesi e Haitiani riuscirono a sottrarre il dominio di Samana agli Spagnoli. I Francesi perché necessitavano delle risorse locali. I Britannici perché attribuivano a quest’area grande importanza strategica, essendo situata a poca distanza da altre grandi isole caraibiche. Infine, gli Haitiani perché ambivano a unire l’intera isola sotto la loro bandiera. Ogni volta, i vincitori vennero determinati da una guerra.

Furono tuttavia gli Stati Uniti che quasi riuscirono ad aggiudicarsi il controllo della zona. Nel 1850, alcuni ufficiali iniziarono a spronare Washington ad acquistare un’area dei Caraibi sulla quale costruire una base navale. Washington si astenne da qualunque iniziativa per quasi vent’anni, temendo l’opposizione dell’ Europa, ma nel 1869, Hamilton Fish, il segretario di stato americano sotto l’allora presidente Ulysses S. Grant, propose alla Repubblica Dominicana la vendita della Penfnsula de Samana per 2 milioni di dollari, o meglio ancora, invitò il paese ad accorparsi agli Stati Uniti con le stesse modalità seguite dal Texas. Per quasi tutti i due anni successivi, funzionari dominicani e americani discussero dell’annessione della repubblica agli Stati Uniti. Poi, il Senato americano respinse la proposta nel luglio del 1871.

Appena un anno dopo, il presidente dominicano, Buenaventura Baez, iniziò ad accarezzare l’idea di dare in affitto la penisola agli Stati Uniti, in cambio del loro sostegno. I suoi piani furono però vanificati quando venne costretto a dimettersi, pena l’arresto da parte del suo stesso esercito.

Gli Stati Uniti continuarono a essere molto interessati ad accaparrarsi un’ area della penisola per costruirvi una base navale fino al 1903, quando firmarono con Cuba un’intesa che consentiva loro di mantenere una base navale nella Bahfa de Guantanamo. La penisola scomparve così dagli schermi radar americani fino al 1916, al culmine della prima guerra mondiale, quando gli Stati Uniti scoprirono che i Tedeschi avevano in progetto di costruirvi una loro base navale. Una simile eventualità avrebbe potuto costituire un ostacolo per i mezzi americani che dovevano rifornire le truppe del paese schierate in Europa. Gli Stati Uniti reagirono velocemente e con decisione alla notizia dei

piani tedeschi, inviando 20.000 soldati nell’area. Dal 1916 al 1924, gli Americani occuparono e, di fatto, controllarono la repubblica. Se in seguito qualche governo straniero tentò di ottenere il controllo della penisola, questi tentativi non furono mai resi pubblici.

Non più porto strategico, oggi Samana è soltanto una pacifica cittadina di mare con un’unica spiaggia degna di nota, una piccola lingua di sabbia, neanche particolarmente bella, all’inizio della ripida strada che conduce a Bahfa Escondido. E le attrattive sono tutte qui. Beh, questo non è del tutto vero: ci sono anche alcuni piacevoli bar e ristoranti, dove ci si può sedere ammirando la pittoresca baia e immaginando il pirata Cofresf intento a salpare per andare a depredare qualche galeone zeppo di tesori.

C’è anche un modesto centro naturalistico ed è da Samana che partono le escursioni per andare a vedere le balene. Per maggiori informazioni sull’argomento, v. Osservazione delle balene, più avanti in questo capitolo. Non fosse per questa attività, che per ordinanza locale si può praticare dal 15 gennaio al 15 marzo, difficilmente Samana risulterebbe una meta speciale.

Orientamento

Samana è costituita sostanzialmente da un quartiere commerciale affacciato sul mare e circondato su tre lati da quartieri residenziali. Andando verso nord dal molo dei traghetti, ci si trova il quartiere commerciale proprio di fronte. Lungo la strada, sulla destra, s’incrocia la Victoria Marine, un’affidabile agenzia che organizza escursioni per l’osservazione delle balene. Dietro di essa, c’è l’ufficio postale cittadino. Se invece si attraversa A v la Marina e si gira a sinistra, s’incontrano un ufficio Codetel e una banca.

Raggiungendo Samana in autobus, si arriva sulla strada costiera, un isolato e mezzo a nord-ovest del molo dei traghetti. Attualmente, è in progetto la costruzione di una stazione degli autobus all’entrata della città, e se il piano sarà realizzato, ci vorranno cinque minuti di cammino per raggiungere il centro cittadino una volta scesi.

Con l’eccezione dell’Hotel Cayacoa Beach, situato su un promontorio a picco, l km a sud-ovest del quartiere commerciale, e del modesto centro naturalistico (ingresso libero) che ospita lo scheletro di una megattera e qualche altro reperto, anch’ esso a sud-ovest del centro, tutti i luoghi d’interesse per i visitatori – alberghi, ristoranti, Internet café, ufficio Codetel, banca, stazioni degli autobus, tour operator, ufficio postale e molo dei traghetti si trovano a pochi passi l’uno dall’altro.

La via principale, che corre sul lungomare, è A v la Marina, più comunemente chiamata il malec6n (frangiflutti). Seguendo questa via verso est e poi verso nord per 28 km, si raggiunge l’incantevole villaggio di mare di Las Galeras. Andando invece verso ovest per 34 km, si arriva alla cittadina portuale di Sanchez.

Ricordate che molte delle vie di Samana non hanno indicazioni e che la maggior parte degli esercizi non ha il numero civico.

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