Voramar Hotel

(571-3910, fax 5713076, m hotel@voramar-sosua.com, Calle A. P. Chiquita) Singole/doppie US$25/ 30 con ventilatore, US$30/35 con aria condizionata. Questo albergo con gestori europei è costituito da due edifici a tre piani affacciati su una piscina e con in tutto 20 stanze. Un edificio ha camere con ventilatore e l’altro con aria condizionata. Tutte le camere sono molto graziose e hanno la TV via cavo e il telefono, inoltre sono arredate con gusto e ben ventilate. Quelle al terzo piano sono le migliori, perché hanno terrazze abbastanza grandi da potervi sistemare le sedie a sdraio. Il ristorante è specializzato in cucina tedesca e ha prezzi accessibili. Per gli ospiti è previsto il trasporto dall’aeroporto. Il personale parla tedesco, inglese e spagnolo.

Prezzi medi Il primo dei tre alberghi descritti qui di seguito è anche il migliore.

Apart-Hotel Europa Sosua (’11’ 5713335, fax 571-1905, Calle Pedro Clisante 13) Appartamenti con aria condizionata US$35/una notte, US$65/due notti, US$92/tre notti, US$30 per notte per soggiorni di 4 o più notti. Con tariffe di poco superiori a quelle degli alberghi di fascia

economica, l’Europa Sosua è un albergo di media categoria con un rapporto qualità-prezzo molto buono. È un grande edificio a tre piani del 1998 con un cortile e una piscina. Tutti gli appartamenti sono spaziosi, con cucine ben attrezzate, terrazze, TV via cavo e ventilatori a soffitto.

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MOCA

Negli ultimi decenni, questa cittadina di provincia ha raggiunto la prosperità economica grazie alla produzione di caffè, cacao e tabacco. Il suo unico luogo d’interesse è la chiesa, l’ Iglesia Coraz6n de Jesus, che è l’edificio più alto della città

con splendide vetrate istoriate provenienti … da Torino!

Durante il XIX secolo, Moca divenne uno dei più importanti centri di allevamento di bovini della colonia spagnola. Sfortunatamente per la sua gente, la distanza della città da Santo Domingo ne fece il bersaglio più ovvio per le forze che cercavano di togliere alla Spagna il controllo della parte orientale di Hispaniola. Nel 1805, per esempio, un’armata haitiana guidata da Henri Christophe, che stava cercando di riunire l’intera isola sotto la bandiera di Haiti, entrò a Moca, uccise l’intera popolazione e rase al suolo la città.

Moca fu in seguito ricostruita e gli abitanti ricominciarono ad allevare bovini e a coltivare la terra, producendo soltanto ciò che serviva per la loro sussistenza. Nel decennio 1840, intrapresero la coltivazione del tabacco a scopi commerciali e adesso alcuni dei sigari migliori del mondo sono fatti con tabacco coltivato sulle colline attorno alla città. Nel 1844, dopo molti anni di guerriglia, i coloni spagnoli riuscirono finalmente a respingere l’esercito haitiano, il che senza dubbio consentÌ alla gente di Moca di dormire sonni più tranquilli.

Oggi, Moca è soltanto una delle numerose floride comunità della Valle del Cibao. Sui pendii a nord e a sud abbondano le piantagioni di caffè e tabacco e la città è pervasa dal brusio di automobili e motorini. Non c’è davvero motivo di inserire Moca nel programma di viaggio, ma se vi capita di trovarvi in città, potreste visitare la chiesa, che si trova sulla via principale.

Cotui

Come quella di altre città della Valle del Cibao, la storia di CotU! inizia con una comunità di contadini dediti all’allevamento del bestiame e alla coltivazione a scopo di sussistenza. Da un censimento effettuato nel 1690, sappiamo che CotU! consisteva all’epoca di 70 famiglie, residenti complessivamente in sole 20 capanne. Nel corso dei successivi cento anni, la città aumentò un po’ di dimensioni e di popolazione, ma rimase una semplice comunità rurale impegnata a cercare di sbarcare il lunario.

Come Moca, ebbe la sventura di attirare l’attenzione di un comandate haitiano, Jean-Jacques Dessalines, che cercò di annetterla insieme con altre città dominicane ad Haiti. All’inizio del 1804, i residenti di Cotui dovettero lasciare le loro case, il bestiame e i campi sotto la minaccia delle baionette. Tuttavia, dopo diverse settimane, fecero gradualmente ritorno, poiché non avevano alcuna voglia di ricostruire il loro villaggio da zero in qualche altro luogo.

Un anno dopo, tornarono anche gli Haitiani, guidati da Henri Christophe, e questa volta il villaggio fu raso al suolo e gran parte della sua gente venne uccisa. Per la verità, a parte Santo Domingo, soltanto le città di Bayaguana, El Seibo e Higiiey, nell’estremità orientale del paese, sopravvissero. Tutte le altre furono abbandonate e la gran parte di esse rimase disabitata per anni.

Attorno alla metà del 1800, Cotui doveva ancora riprendersi. La sua scarsa popolazione di contadini viveva in estremo isolamento e coltivando giusto il necessario per vivere. Più di 140 anni dopo, la vita è ancora difficile per gli abitanti di Cotu!. Nel 1989, oltre 100 contadini sono stati imprigionati dopo gli scontri con l’esercito seguiti alle proteste della gente per le entrate sempre più ridotte a causa dell’ inflazione.

L’ingente afflusso di denaro proveniente dal tufismo, che ha dato nuova linfa alle città di tutta la repubblica negli ultimi decenni, non è ancora arrivato a Cotui, che non vanta alcuna vera attrattiva per i visitatori. Tuttavia, l’Hwy 17, la strada che raggiunge Cotui diramandosi dall’Hwy Duarte e passando dal piccolo villaggio di Maimon, regala panorami molto belli, poiché attraversa serpeggiante canyon ricchi di vegetazione e corre in cima a un crinale che domina uno splendido fiume.

Rep/Dom nord-occidentale

Al termine del suo secondo viaggio nel Nuovo Mondo, Cristoforo Colombo approdò a La Isabela, nella regione dominicana nord-occidentale, e qui vi fondò, nel 1493, la prima colonia del ‘Vecchio Mondo’ europeo nel ‘Nuovo Mondo’ delle Americhe. Dell’insediamento spagnolo di La Isabela, cbe nel giro dei primi cinque anni fu colpito da due epidemie, uo uragano e un incendio, restano notevoli testimonianze, conservate ora nel recentissimo Parco Nazionale della Repubblica Dominicana. Da questo porto in continua lotta per la sopravvivenza, situato 55 km a nord-ovest di Puerto Plata, gli Europei meditarono i primi assalti ai popoli dell’Occidente del pianeta.

Ancora oggi, 500 anni dopo che nella tranquilla baia lungo la costa atlantica di Hispaniola fu fondata La Isabela, il territorio nord-occidentale dell’ isola è per molti aspetti rimasto una terra selvaggia. In realtà, qualcosa è cambiato: Puerto Plata è ora una destinazione turistica; Santiago è la seconda città del paese in ordine di grandezza e Dajab6n è un’attiva città di frontiera. Ma gran parte dei territori del nord-ovest sono afflitti dal sottosviluppo e molte città di questa regione non sono altro che cittadine di provincia senza grandi attrattive. Santiago è circondata da campi, la maggior parte dei quali sono piantagioni di tabacco, ma a ovest della città permangono vasti tratti di incontaminata foresta secca sub-tropicale. Percorrendo i 115 km sull’autostrada che da Santi ago porta a Monte Cristo, dominata a nord, per gran parte del percorso, dagli opulenti pendii della Cordillera Septentrional appaiono, una dopo l’altra, una mezza dozzina di cittadine. Più del 95% dei turisti stranieri in visita 248 metà quasi uguali. Inoltre, come a Moca, per il visitatore ci sono ancora da vedere diversi esempi di architettura coloniale caraibica.

Tuttavia, a differenza di Moca, che è delimitata da montagne, San Francisco de Macor!s è circondata da piatta campagna, coltivata in gran parte a risaie, ed è nota in tutta la Repubblica Dominicana come la patria dei grossi trafficanti di droga del paese.

Persino il direttore dei pacchetti promozionali del Ministero del Turismo del paese lo ha riconosciuto in un’intervista del 1998: ‘È vero. I trafficanti di droga possiedono le case più belle della città. Edifici enormi. Veri e propri palazzi’.

Le case più grandi di San Francisco de Macor!s sono nascoste da alti muri e pesanti cancelli, e possono appartenere a trafficanti di droga oppure no, ma questo non è il genere di cosa riguardo alla quale conviene chiedere notizie mentre ci si trova in città. In ogni caso, non essendovi davvero un granché da vedere per un turista, è meglio tralasciare completamente San Francisco de Macorfs. I ciclisti di passaggio o altri viaggiatori che necessitino di una sistemazione per la notte, troveranno tre alberghi economici lungo la via principale che attraversa la città.